Seguici su

Il welfare che verrà

L’approvazione del bilancio consuntivo 2020, del previsionale 2021 e del piano programmatico 2021-23 segnano l’uscita di Asp Distretto di Fidenza dai mesi più bui della pandemia. I documenti contabili ci dicono che Asp è un’azienda sana e forte, che ha saputo affrontare lo “tusnami” del Covid-19 non con una semplice difesa ma programmando e investendo sul futuro. In uno scenario drammatico, che ha colpito le Asp dell’Emilia Romagna e l’intero terzo settore con esiti funesti, sono tre i dati di bilancio che dimostrano quanto straordinaria sia la controtendenza della nostra Asp: utile d’esercizio 2020 oltre i 165 mila euro, riduzione del contributo dei soci per il 2021 di quasi il 40% e un piano degli investimenti 2021 di oltre 3 milioni di euro. Tutti le lavoratrici e i lavoratori di Asp possono incassare con soddisfazione gli apprezzamenti dell’intera assemblea dei soci e delle rappresentanze sindacali, che hanno definito Asp un’azienda dinamica ad alta professionalità.

 

L’apprezzamento dell’Assessore regionale alla Sanità

Incassiamo anche con grande soddisfazione le parole di apprezzamento dell’Assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, che ha voluto farci visita personalmente per toccare con mano un progetto innovativo come “TiVedo” e verificare quale organizzazione ha alle spalle il primo gestore della Regione che ha riaperto alle visite dei familiari nelle Cra. «Molti ne hanno parlato, ma voi l’avete realizzato aprendo le porte al futuro della telemedicina – ha detto Donini riferendosi al progetto “TiVedo” –. Voi mi avete dato molte buone notizie, compreso il fatto che siete in salute anche dal punto di vista economico».

Avere raggiunto questi obiettivi, grazie al virtuoso patto tra azienda e comuni soci, ci dà la consapevolezza di essere pronti ad affrontare l’altra metà del guado con strumenti che possono consolidare Asp e fornire sempre migliori servizi ai cittadini.

L’emergenza sanitaria non ha terminato di dispiegare i suoi effetti in particolare sul sistema sociale e sanitario. I temi dell’integrazione socio sanitaria, dei servizi verso gli anziani e dell’emergenza sociale, che stanno arrivando, sono tutti ancora da affrontare e i provvedimenti annunciati dall’Europa non hanno ancora una coniugazione territoriale definita.

I limiti strutturali dei servizi per anziani sono stati messi a nudo in modo implacabile dalla pandemia. La telemedicina, favorire la domiciliarità, le cure intermedie e l’integrazione socio-sanitaria sono titoli di paragrafi che devono ancora essere scritti, e non rimane molto tempo.

La nuova legge sull’accreditamento socio-sanitario, la riforma delle Asp (speriamo che sia l’ultima e definitiva), il rapporto con il privato sociale gestore e soprattutto l’integrazione socio-sanitaria non sono stati ancora affrontati in modo compiuto e aperti alla discussione di tutti i soggetti coinvolti.

 

Le criticità da affrontare

Sembrano emergere diverse criticità che vanno affrontate. All’Assessore Donini abbiamo chiesto di essere ascoltati sulla base di quello che abbiamo fatto. Il nuovo accreditamento impone di rivedere profondamente il sistema delle Case Residenza Anziani. La riforma delle Asp non può per l’ennesima volta lasciare queste aziende in balia della discrezionalità dei singoli territori e deve dare i giusti strumenti a chi ha dimostrato di saper fare. Il privato gestore non può essere semplice fruitore di strutture da cui ricavare utile senza investimenti, soprattutto visto che rappresenta il 75% dei posti accreditati in Regione. Le Aziende Sanitarie non possono immaginarsi l’integrazione unicamente come “cosa propria” senza un confronto con gli altri attori del sistema territoriale, a partire da Asp, come ha saputo dimostrare la nostra nel Distretto di Fidenza, ritenuta un interlocutore forte e credibile che ha spesso supplito alle difficoltà di alcuni servizi territoriali. Le cure intermedie sono un anello importante di questa integrazione anche nel territorio del nostro Distretto e non è indifferente, come certificato anche dalla CTSS, che vengano affidate a un soggetto privato o a un soggetto pubblico. La telemedicina e la domiciliarità non sono slogan o titoletti ma concretezza da mettere in campo al più presto. I progetti “TiVedo”, “Accanto a te” e “Me stäg a ca’ mia” messi in campo in questi mesi di Asp Distretto di Fidenza sono esempi concreti.

Nel sociale la Regione Emilia Romagna deve tornare a essere la prima della classe su temi come l’emergenza casa e le politiche attive del lavoro. Le timidezze mostrate sul tema delle tutele, in seguito ai fatti di Bibbiano, sono molto rischiose, perché fanno perdere la consapevolezza ai cittadini che se errori ci sono stati (ce lo dirà la magistratura), riguardano singoli e che il sistema delle tutele in Emilia Romagna ha salvato centinaia di minori.

Da ultimo il “welfare di comunità” non è anch’esso uno slogan ma comporta un cambiamento di mentalità di un sistema pubblico, che esce dagli uffici e dagli sportelli e va sul territorio valorizzando le grandi potenzialità che le nostre comunità esprimono. “Welfare family corner”, riordino delle attività educative di Asp e progettualità verso i giovani disabili sono fatti concreti che Asp Distretto di Fidenza sta realizzando e che ci aspettiamo vengano valorizzati, perché sono la plastica e concreta attuazione dei principi del Next Generation Eu e del Piano Nazionale di ripresa e resilienza.

 

Massimiliano Franzoni

Presidente di ASP Distretto di FIdenza