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Franzoni lascia la presidenza di ASP Distretto di Fidenza

Cos'è

Massimiliano Franzoni lascia la carica di presidente di ASP Distretto di Fidenza. In questi giorni è infatti giunto alla sua scadenza naturale il secondo mandato. Un percorso lungo dieci anni che ha portato a una vera e propria rivoluzione come ci racconta lui stesso in questa intervista.

In che situazione versava ASP quando si è insediato per il suo primo mandato?

Nel febbraio del 2015, dopo mesi di contese legate all’accreditamento dei servizi residenziali e semi residenziali per anziani, c’erano due elementi molto evidenti. Si viveva un tutti contro tutti. Dov’erano saltati anche i più basilari ruoli a partire dalla funzione di indirizzo del Cda e dell’Assemblea dei soci. Si viveva una sfiducia generalizzata nei confronti dell’azienda con l’idea che fosse un inutile e costoso carrozzone.

Dopo due mandati che azienda lascia al futuro consiglio di amministrazione e, soprattutto, al territorio del Distretto di Fidenza?

Sono stati anni complessi dov’è stato necessario ricostruire un clima di fiducia tra l’azienda e i comuni soci e allo stesso tempo darsi un’organizzazione efficiente e in grado di sostenere i cambiamenti in corsi ed essere adeguata per affrontare nuove sfide. Ne andava della stessa sopravvivenza di ASP che non era un dato scontato. L’eredità, che lasciamo, non è priva di complessità con la necessità di essere pronti e flessibili ai mutamenti in corso. Lasciamo un’azienda con un’organizzazione pronta a raccogliere le sfide, con elevate professionalità e capacità progettuale. Il clima verso l’ASP è mutato profondamente. I soci la percepiscono sempre più come uno strumento importante per la progettazione di un nuovo e più adeguato sistema di welfare. Il rientro del comune Busseto tra i soci e il riconoscimento della Regione come unico gestore pubblico del servizio sociali ne sono evidenza chiarissima.

Che cosa rappresenta oggi ASP per il territorio del Distretto?

È uno strumento indispensabile per il territorio del nostro Distretto. I cittadini di tutti i comuni hanno iniziato a riconoscerla come la risposta in “carne ed ossa”. Per la rete del welfare territoriale è il primo e indispensabile interlocutore per il mondo della cooperazione, del privato sociale, dell’associazionismo e per gli interlocutori istituzionali. È diventata anche un riferimento a livello provinciale, dove ha contributo in modo decisivo alla creazione del coordinamento provinciale delle ASP, che anche grazie al nostro impegno è diventato un componente della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria. Alla nostra ASP guarda anche la Regione come esempio virtuoso. Prova ne sono le visite in questi anni del Presidente Stefano Bonaccini in occasione del decennale e dell’assessore alla sanità Raffaele Donini.

Se dovesse dare un consiglio al suo successore, quale sarebbe?

Confido nella lungimiranza dei nostri sindaci che sapranno dare ad ASP un consiglio d’amministrazione di grande qualità e quindi un Presidente che non avrà certo bisogno dei miei suggerimenti. Ci sono però due attenzioni che tutti il sistema del welfare dovrà avere nel nostro Distretto. La difesa del sistema pubblico di Case residenza Anziani passa attraverso la specializzazione delle nostre strutture, aumentando le potenzialità di cura in stretto rapporto con la sanità territoriale. La seconda è che dobbiamo investire e chiedere ai Comuni e alla Regione maggiori finanziamenti in materia di prevenzione del disagio giovanile e di sostegno alla genitorialità.

Ho anche un grande rammarico, non essere riuscito a convincere i Comuni a trasferire ad ASP la gestione dei servizi educativi e in particolare il sostegno alla disabilità nelle scuole. Spero che chi verrà dopo di noi riesca nell’impresa.